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White Papers

Chapter 1: Il mercato

Il Consumatore Digitale è colui che, a parità di offerta, è incline ad acquistare da canali digitali, rispetto a canali tradizionali.

L’Industria Assicurativa ha natali Italiani

L'assicurazione ha infatti origine durante il Medioevo, quando nel XIV secolo i mercanti genovesi stipularono i primi contratti di protezione del commercio via mare. I mercanti di fatto scommettevano sulla riuscita dei propri trasporti e nel XV secolo nacque la forma scritta della polizza, in cui un notaio verifica il pagamento anticipato del premio. Inizialmente gli assicuratori non differivano dagli scommettitori, in quanto non possedevano abbastanza premi da poter ripagare gli assicurati in caso di sinistro. Solo con la nascita delle compagnie di assicurazione il sistema trova un suo equilibrio economico. Così, a Firenze, sull'Arno, nel XIV nasce la figura dell'intermediario, mentre la prima società di assicurazioni nasce nella città portuale di Genova, nel 1424, e si chiama Tam mari quam terra.

Dal 1.400 l’Industria Assicurativa ha evoluto solo marginalmente il proprio modo di operare. Rispetto ad altri settori industriali (Retail, Contenuti e Banking ad esempio) il livello di digitalizzazione è indietro di almeno 10 anni, ma il Consumatore Digital è ora alle porte ed il cambiamento per servirlo sarà repentino.

La percentuale di polizze digitali crescerà dall’attuale 1 / 2% a livello Europeo, ad un 30 / 40% in un decennio, cavalcando lo sviluppo del consumatore digitale e la penetrazione di tecnologie innovative e sempre più di ampia adozione.  Lo sviluppo di polizze on demand, inoltre, aumenterà la penetrazione delle polizze danni che ad oggi, auto a parte, non superano il 3% a livello Europeo e che possono facilmente raggiungere il 10/15% a fronte di prodotti più flessibili, più contestuali, più integrati e di una filiera distributiva più ampia data dall’Open Insurance.  Ci aspettiamo quindi in poco tempo un mercato assicurativo diverso, più digitale, più tecnologico e sicuramente più grande, e di una crescita esponenziale.

Sono due i fattori determinanti di questa progressione digitale:

  • Lo sviluppo e la usabilità di nuove tecnologie che hanno impatto diretto sulla filiera assicurativa: Open Source SW, IOT, Blockchain, Intelligenza Artificiale, Roboadvisory, Chatbot, etc.
  • L’avanzata del consumatore digitale in termini di penetrazione nel mercato assicurativo dal 30% attuale all’90% del 2030 del target assicurativo di riferimento. Un consumatore sostanzialmente scontento dell’offerta assicurativa attuale (GAP).

Questo Gap di offerta rispetto alla domanda impone un ripensamento dell’Industria non sono in termini di canali distributivi ma in termini di Offerta, di Modelli Operativi e Relazionali, e di metriche di valutazione. La Digitalizzazione impatta infatti su non solo sulla distribuzione o sulla tipologia di offerta ma su tutta la filiera assicurativa.

Il principale benefattore di questo cambiamento sarà il Consumatore Finale, grazie ad un’offerta più personalizzata e flessibile, maggiore convenienza di prezzo, una customer experience omnicanale e maggiore facilità di sottoscrizione. Come in altri settori, la rivoluzione digitale del settore assicurativo restituirà margine e valore al consumatore finale.

In questa corsa alla digitalizzazione, saranno gli attori e gli ecosistemi più proattivi e più determinati a trarne i maggiori benefici in termini di raggiungimento del nuovo target, di allargamento dei canali distributivi e quindi di penetrazione di mercato. Da qui si evince la focalizzazione delle compagnie e degli intermediari nel dotarsi di tecnologie, risorse e competenze capaci di sviluppare il proprio posizionamento all’interno del nuovo ecosistema Insurtech, facendo leva su investimenti, alleanze e formazione. Questo nuovo ecosistema Insurtech sarà differente dalla filiera assicurativa attuale, che lo si voglia o meno.

Come già avvenuto in altri settori, saranno la velocità e la capacità di investimento a determinare i nuovi ruoli competitivi in questo nuovo ecosistema Insurtech: come già avvenuto nell’industria dei contenuti, del banking o del retail, il proprio successo nell’Industria assicurativa nel prossimo decennio non sarà esclusivamente legata all’attuale posizione competitiva, bensì agli investimenti – economici, di brainpower, di risorse umane – fatte nel creare una nuova offerta, nuove tecnologie, nuove competenze e nuovi modelli operativi. Il cambiamento sarà repentino ed esponenziale, richiedendo una reattività analoga dalla filiera e dal sistema.

Come avvenuto negli altri settori, la velocità di reazione e di digitalizzazione non può essere demandata solo ai singoli attori bensì richiesta al sistema Paese, all’interno del quale Compagnie, Intermediari e Fornitori operano: se il sistema non creerà il contesto favorevole a tale veloce digitalizzazione, il settore assicurativo Italiano perderà di competitività. Purtroppo, ad oggi, i segnali non sono dei migliori: serve un’accelerazione nell’adozione di modelli di offerta e servizio digitali adeguati alle nuove tendenze di consumo che passa anche attraverso un incremento degli investimenti. Il 2019 è stato un anno record per l’insurtech con 6,8 miliardi investiti nel mondo attraverso 250 operazioni (+62% rispetto ai 2,6 miliardi rispetto al 2018) ma in Europa sono stati investiti solo 897 milioni. L’Italia, negli ultimi tre anni, ha assorbito meno del 5% del totale investito in Europa: è urgente colmare questo ritardo, che se confermato negli anni futuri, creerà anche nel settore assicurativo un Technology Gap che avrà come conseguenza un danno nel posizionamento competitivo dei nostri Champions sia a livello Europeo che a livello nazionale.

L’Industria Assicurativa ha natali Italiani: manteniamo la responsabilità di pilotare industria verso il cambiamento nel soddisfare le esigenze di un nuovo modello di consumo di protezione.